Il tema del fine-vita dei prodotti assorbenti per la persona (PAP) è centrale per tutti i gestori del servizio dei rifiuti solidi urbani. Oggi i pannolini e i pannoloni usati sono smaltiti in discarica o inceneritore con un costo sanitario ed ambientale non indifferente. A causa di emissioni climalteranti, inquinamento del suolo e delle falde acquifere, inquinamento dell’aria e cattivi odori, rilascio di microplastiche in catene alimentari.

VOGLIAMO EVITARLO

Nell’economia circolare italiana, il riciclo di PAP è considerato un gioiello assoluto e un primato mondiale. Il DM 62/2019 End of waste, che stabilisce che le materie prime seconde che esitano dal riciclo PAP non sono più rifiuti, ma materie da riutilizzare in nuovi processi produttivi, è il primo nel suo genere al mondo. Ed è stato oggetto di emulazione da parte di altri Paesi europei.

Numerosi studi di letteratura scientifica dimostrano che il riciclo di PAP è ambientalmente preferibile (emissioni, etc.) rispetto allo smaltimento in discarica e/o incenerimento.

  • Tecnologia proprietaria, validata e originale, che consente da un lato di rispettare i criteri estremamente stringenti imposti dalla legge (d.m. 62/2019) sulla purezza delle materie prime seconde, e dall’altro di minimizzare consumi energetici e impatto ambientale.

  • Nessun rischio per la popolazione residente nei pressi dell’impianto, a partire dalla questione delle emissioni e dell’impatto ambientale.

  • L’impianto sterilizza i rifiuti (senza nessuna combustione) generando vapore con una caldaia equivalente a quelli di soli 7 condomini, mentre lo stesso impianto serve un milione di persone.

  • Ogni tonnellata di PAP che viene riciclata invece di essere smaltita in discarica equivale a togliere 100 camion dalla strada.

  • Quando saranno stati costruiti i 12 impianti previsti dal PNRR, il numero di camion tolti dalla strada sarà pari a 28.000 che fanno ciascuno 1.500 km ogni anno.

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